giovedì 5 luglio 2012

Wedding Day

Ciao,

oggi lascio le vesti di viaggiatrice del tempo e vi presento una mia nuova creazione di makeup. Si tratta di un trucco sposa. Un classico sì, ma mancava tra i vari post di questo blog e sono molto contenta di aver trovato l'occasione per mostrarvi queste immagini.
Io sono un po' fatta al rovescio quindi comincio dai ringraziamenti. Il primo grazie va alla "modella", Giorgia, che mi ha dato il consenso di pubblicare le foto del suo matrimonio e il secondo grazie è per il fotografo, Riccardo Arena (fate click e andate a vedere il suo sito, ne vale veramente la pena!).

E per non smentire questo post nato al rovescio, cominciamo dal trucco finito:


Il trucco è molto classico e romantico, sui toni neutri del rosa. 
E ora ecco i dettagli. Qui stavo applicando la base per il blush, in crema (lo so, visto così sembra che stiamo giocando agli indiani):



Definizione sopracciglia:


Matita nera per la rima cigliare:


Cipria!


Ecco anche una versione in bianco e nero perché la mia amica Bea dice che questo effetto "acchiappa na cifra" e mai contrariare l'amica Bea su questioni di marketing:


Labbra:


Uno scatto allo specchio:


E per i più curiosi di voi, la disordinata valigetta della disordinatissima truccatrice:


Alla prossima!!



Tutte le immagini di questo post sono coperte da copyright.

martedì 26 giugno 2012

I viaggi nel tempo di ATmakeup: gli anni Sessanta.


Eccomi di nuovo qui a scrivere di un'epoca passata. Ormai questa storia dei viaggi nel tempo mi ha entusiasmato e voglio continuare a scrivere di storia, di costume, di come noi donne ci vedevamo allo specchio nel passato e di come lo facciamo nel presente.
Questa volta ho scelto gli anni 60 perché sono stati un periodo di rivoluzione culturale e sociale e hanno rappresentato un cambiamento ancora più radicale degli anni del Dopoguerra per quanto riguarda moda e makeup, probabilmente il cambiamento più radicale di tutto il XX secolo. Il fermento è palpabile e  rivoluzionario, veloce, giovane (ci ricorda qualcosa?) diventano i termini più rappresentativi dell'epoca. Le finiture sartoriali di alta moda, i tessuti eleganti e che devono durare cominciano a odorare di passato: nasce il pret à porter. Le nuove generazioni vogliono colore, vestiti comodi e irriverenti, come la minigonna, creazione di Mary Quaint e André Courrèges (non invischiamoci nella diatriba su chi l'abbia ideata per primo). 



Si disegnano capi con tagli geometrici e accostamenti di stoffe e colore che creano tridimensionalità: l'arte e la moda si fondono.


Yves Saint Laurent, che approda in questi anni al mondo della moda, ridisegna capi tipicamente maschili per il pubblico femminile come il trench o il tailler pantalone. 


Ma veniamo al makeup. Fino a questo momento il punto di forza del trucco sono state le labbra, sempre ben delineate e intensamente rosse. Negli anni 60 invece vengono truccate con colori naturali, pastello, non vengono delineate, anzi spesso i contorni della mucosa vengono sfumati nella pelle intorno alle labbra. Gli occhi rivendicano un ruolo di primo piano: si affermano grandi linee di eyeliner che sottolineano non solo la rima cigliare ma anche la piega palpebrale. L'eyeliner non è più portato verso l'alto come si vede nelle pin-up e nelle dive anni 50 ma tende a rimanere orizzontale o addirittura prende la direzione opposta, verso il basso. Si afferma la moda alla Cleopatra: esce per Revlon Sphinx eye e Sphinx Pink con smalto e rossetto coordinati (modella: Suzy Parker). 


Altra moda tipica del periodo è quella dell'occhio tondo e innocente alla Twiggy (all'anagrafe Leslie Hornby diventata famosa perché la stilista Mary Quaint la scelse per il lancio della minigonna). 



Sempre riguardo al trucco degli occhi è celebre la copertina di Vogue del 1964 "Festive Eyes" del make-up artist Pablo Manzoni, al''epoca direttore creativo della Elizabeth Arden (modella Benedetta Barzini).


Fino a questo momento fondotinta e cipria sono stati i prodotti imprescindibili per creare l'incarnato perfetto della diva. Negli anni 60 invece cominciano ad essere ritenuti troppo pesanti e l'incarnato diventa più naturale. Seguendo questa esigenza di naturalezza, anche le sopracciglia vengono truccate di meno: sono lasciate più folte che in passato e non vengono assolutamente ridisegnate, mentre la forma è quella tipica ad ali di gabbiano, a volte leggermente arrotondata. 
Il cambiamento nella società porta anche a un cambiamento nelle icone a cui si fa riferimento: le dive del cinema lasciano il posto alle modelle e alle rock star. In effetti ricercando un po' qua e là fra la biografia delle modelle dell'epoca sembra quasi di leggere la biografia di rockstar moderne. Oltre alle già citate Twiggy e Suzy Parker, ecco qualche foto d'epoca di Peggy Moffit (musa ispiratrice dello stilista Rudi Gernreich)


Jean Shrimpton


 e Cathee Dahmen.



E per finire un'immagine cinematografica: la copertina del dvd di "Indovina chi viene a cena" (1967):


Perché? Perché penso che rappresenti bene lo spirito di cambiamento rivoluzionario di questa epoca!

Alla prossima!!

Tutte le immagini sono state prese dal web, in caso fossero coperte da copyright contattatemi e provvederò ad eliminarle o sostituirle.

giovedì 14 giugno 2012

Anni 40 al Circolo degli Artisti


Domenica 10 giugno c’è stato un altro Vintage Market al Circolo degli Artisti ed anche questa volta ero presente per un workshop sul makeup. Come ho scritto qui l'obiettivo era ricreare un trucco anni 40.

Questa volta eravamo in giardino, baciate dalla luce del sole e ristorate dall’ombra di piante e alberi: una goduria!

Il trucco anni 40 è sicuramente più semplice di quello degli anni 50, ma io mi ritrovo sempre a chiacchierare, chiacchierare, consigliare, consigliare, consigliare… insomma un’ora per me è sempre troppo poco, se c’è qualcuno che mi segue potrei parlare di trucco per l’eternità. Infatti eccomi qui a spiegare i colori dei correttori alle ragazze impegnate nel primo turno di workshop:



Come sempre abbiamo fatto la base con fondotinta e correttore. Le ragazze hanno scelto vari tipi di fondotinta a seconda delle loro esigenze e ho visto applicare: bb cream, fondi minerali, liquidi, in crema. Abbiamo disegnato le sopracciglia e scelto due colori di ombretto per la base e l’esterno dell’occhio. Un filo di matita per delineare la rima cigliare superiore (rigorosamente solo la superiore negli anni 40). Blush. E… labbra!



Le labbra, negli anni 40 come negli anni 50, sono il punto di forza. E ci siamo impegnate tantissimo per ricreare quel look fiero e senza paura! ;-) Eh sì, perché noi ragazze moderne non siamo proprio abituate a vederci con molto rossetto e soprattutto con un rossetto rosso. Sembra proprio che nell’immaginario attuale il rossetto abbia una brutta reputazione e a me personalmente dispiace moltissimo perché invece trovo che sia il  prodotto cosmetico che rappresenta meglio la femminilità: attualmente si guarda con più indulgenza ad uno smokey eye nero come la pece che non a delle labbra rosso fuoco. Corsi e ricorsi storici: io spero proprio che il rossetto rosso torni di moda!

 Ora vi presento alcune delle "mie" ragazze!

 Valentina alle prese con l'ombretto:


Barbara, che era anche al workshop anni 50:


Elisa:


Simona (con me):


Alessia:


Uno scatto in bianco e nero dedicato... a me! ;-)



I miei più sentiti ringraziamenti per questa giornata vanno alla mia amica Bunny, sempre dietro le quinte, sempre pronta a incoraggiarmi, a Martina del Circolo degli Artisti e a mio marito.


Per quanto riguarda il futuro, tornerò al Circolo a settembre: vogliamo continuare a organizzare questi appuntamenti una volta al mese e ogni mese vogliamo esplorare un’epoca diversa.
E per chi volesse qualcosa di estivo, un evento a Ostia Antica su un make up sempre vintage, ma con una strizzatina d’occhio alla modernità.

mercoledì 23 maggio 2012

L'orologio torna ancora indietro: gli anni 40.


Un altro workshop al Vintage Market del Circolo degli Artisti e un'altra epoca da studiare più da vicino. Mi piace osservare la storia dal punto di vista del costume e soprattutto del makeup perché diventa così una storia di donne, diversa da quella che si studia a scuola. Gli anni 40 sono poi un periodo molto intenso, per usare un eufemismo, visto che sono gli anni della Seconda Guerra Mondiale (1939-1945).

Come si può ben immaginare, tutte le materie prime erano impiegate al fronte quindi i tessuti per i vestiti e gli ingredienti dei cosmetici erano ovviamente di dubbia qualità o comunque molto rari. La lana andava tutta agli eserciti e per i vestiti dei civili viene prodotto il Lanital una fibra tratta dalla caseina (proteina del latte). Per tutto il periodo bellico le gonne arrivano solo fino al ginocchio e le giacche e i cappotti hanno spalle grandi e squadrate. 



Il nylon è quasi impossibile da trovare e  per le signore ormai rimaste senza calze, le case cosmetiche inventano il makeup per le gambe. 




Per quanto riguarda i prodotti per la cura e l'igiene della persona, l'olio di oliva prende il posto delle creme idratanti, la vaselina viene usata sia come rossetto sia come mascara e vernici di varia natura vengono impiegate al posto dello smalto. Nonostante questo, soprattutto in America, le donne che erano occupate al fronte o nelle fabbriche al posto degli uomini che erano in guerra, ci tengono ad apparire al meglio e le case cosmetiche sono anch'esse in prima linea per confezionare prodotti e pubblicità che possano tirare su l'animo del paese in guerra. 

Come dicevo, donne al fronte! Il trucco veniva considerato fondamentale anche se la moda (o l'esercito?) dettavano delle rigide regole. E le case cosmetiche fanno di tutto per adattarsi producendo colori di rossetto e di smalto per unghie che possano essere della stessa tonalità del rosso nelle uniformi o che possano coordinarsi con quelle color kaki. I nomi dei colori dei rossetti sono quanto mai belligeranti: la Cyclax produce Auxiliary Red, H. Rubinstein pubblicizza il suo Regimental Red e E. Arden crea il Montezuma Red. 


Ma se di rossetto nei negozi non se ne trovava nemmeno l'ombra? Allora è il momento di comprare un pennello per raccogliere quello rimasto nel tubetto della confezione o, ahimè, si possono macchiare le labbra con del succo di barbabietola rossa e renderle lucide con la vaselina.

Ma com'era il trucco negli anni 40? Molto naturale, ovviamente. Poco fondotinta, poca cipria. La maggior parte delle donne usava solamente il rossetto. Se portavano l'ombretto, lo applicavano solamente sulla palpebra mobile sopra l'occhio, mai sotto. E così era anche per il mascara, che veniva applicato, quando c'era, solo alle ciglia superiori. In realtà così veniva applicato anche il rossetto: solo nella parte superiore e poi veniva passato al labbro inferiore sfregando le labbra una con l'altra. La matita per le labbra non si usava. Le prime matite per labbra escono per Max Factor, Gala e Rimmel intorno al 1948. Naturalmente qui stiamo parlando della maggioranza delle donne. Per le attrici e le starlet in generale il discorso è un po' diverso ed è il loro makeup che oggi è diventato icona del look anni 40. Ecco Judy Garland e Rita Hayworth in pubblicità della Max Factor:




Il "galateo" del makeup prevedeva che l'ombretto fosse coordinato con il colore degli occhi per il trucco da giorno e coordinato con il vestito per il trucco da sera. Quest'ultimo prevedeva ancora l'uso dell'oro e dell'argento per rendere il tutto più brillante. Ma naturalmente olio e vaselina andavano ugualmente bene per chi non poteva permettersi l'ombretto. Tutto doveva essere coordinato e ad esempio Elizabeth Arden e la Revlon propongono i Colour Harmony Boxes, dove cipria, rossetto, blush e ombretto sono coordinati.

E anche questa puntata dei miei viaggi nel tempo volge al termine, spero di vedervi al Circolo degli Artisti il 10 giugno... ma non chiamatemi dottore!!! ;-)

Alla prossima!

Tutte le immagini sono state prese dal web, in caso fossero coperte da copyright contattatemi e provvederò ad eliminarle o sostituirle.

venerdì 18 maggio 2012

Terza puntata dei viaggi nel tempo di ATmakeup: ancora gli anni '50!


Ed eccomi al racconto della giornata di domenica 13.  Per chi non avesse letto le puntate precedenti, sono stata invitata dal Circolo degli Artisti a tenere un workshop sul make-up degli anni 50 all'interno del Vintage Market, mercatino che si tiene una volta al mese presso il circolo dove gli espositori vendono e scambiano abiti e accessori (usati e non) di varie epoche.
La mia postazione era sul palco all'interno dell'edificio. Insieme a mio marito e alla mia amica Bunny (date un'occhiata al suo ricchissimo blog!), abbiamo preparato i tavolini per la ragazze che si sarebbero venute a truccare. Un'ora prima dell'apertura il mercatino era già in fermento. E anche noi!

Le ragazze sono arrivate puntualissime organizzate in tre gruppi che si sono susseguiti sul palco fino a sera. Dopo aver parlato un po' di cosa volesse dire truccarsi negli anni 50 e quindi aver messo in risalto non solo le differenze con il trucco moderno ma anche le differenze nei prodotti cosmetici con cui le donne si truccavano all'epoca, abbiamo cominciato con il trucco vero e proprio: base con fondotinta e correttore, disegno delle sopracciglia, base ombretto, eyeliner e mascara, blush e labbra rossissime! 

Alcune ragazze sono venute acconciate e vestite vintage, altre hanno comprato qualcosa al mercatino (guardate la bellissima "sushi-tie" made by Bunny indossata da Claudia, sotto), altre hanno portato dei bellissimi fiori che hanno messo dopo il trucco.

Micaela:

Claudia con la head-tie di Bunny:


Silvia e Carolina con i loro fiori colorati:



E' stato un pomeriggio faticoso, ma entusiasmante. Devo fare un applauso a tutte le ragazze che hanno partecipato le quali (nonostante l'acerrimo nemico dj che tramava nell'ombra per non far sentire le mie parole) sono riuscite a ricreare un trucco molto semplice dal punto di vista di chi lo guarda, ma difficile da quello di chi lo esegue perché richiede precisione di tratto, soprattutto nel delineare la rima cigliare con l'eyeliner e nel disegnare sopracciglia e labbra.
Un ringraziamento va al Circolo degli Artisti, ma soprattutto a Martina Luna Fiori che ha fortemente voluto questo workshop e mi ha invitato. fiduciosa che l'evento sarebbe stato un successo, come in effetti è stato.
Un altro grazie ai miei "compari": Bunny e Fritz che hanno lavorato "dietro le quinte" perché andasse tutto bene.

Ma basta chiacchiere, foto!

La bellissima trousse di Barbara:


Alla ricerca della piega palpebrale con Giorgia:


Giorgia al lavoro:

Micaela, Desiree e la piccola Sofia:




E per finire... ci sono anche io:




...dimenticavo di presentarvi Giulia!


Alla prossima! E rimanete sintonizzati perché i viaggi nel tempo di ATmakeup non finisco qui e il prossimo Vintage Market porterà delle sorprese!!